FacebookTwitterLinkedInGoogle+

Il nuovo romanzo di Sylvie Richterová racconta attraverso il protagonista, Jan Lazar, un complesso viaggio nella storia degli ultimi sessant’anni, in cui si affrontano temi esistenziali legati inevitabilmente a eventi storici: dal dopoguerra alla caduta del Comunismo, dalla periferia di una città della Moravia a Roma. Attraverso racconti di luoghi ed episodi i protagonisti indiscussi diventano la Cecoslovacchia e l’Italia, due paesi che fanno da sfondo a molte vite: dagli anziani della resistenza antinazista ai giovani cresciuti negli anni del terrore staliniano, dalle illusioni ideologiche alle delusioni e umiliazioni all’ordine del giorno, al coraggio di essere liberi. Tutto ciò viene raccontato dall’autrice con grande suggestione poetica, a tratti ironica, fino a diventare comica in alcune parti. Una comicità che nasce come condanna alle perversioni umane e alla stupidità definita dall’autrice “realismo dell’assurdo”.

Sylvie Richterová,
Traduzione di Alessandra Mura,
Che ogni cosa trovi il suo posto,
Mimesis Edizioni 2018,
pp. 456