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Il 26 maggio scorso si è tenuto a Praga il convegno dal titolo “Investire in Repubblica Ceca con l’aiuto europeo”, L’iniziativa ha visto l’ufficio ICE di Praga, insieme a ChzechInvest, l’agenzia del governo ceco per la gestione dei sostegni agli investimenti industriali.
Nell’intervento introduttivo Margherita Lo Greco, direttrice dell’ICE di Praga, ha sottolineato l’importanza delle opportunità di investimento in Repubblica Ceca, paese che nonostante la crisi ha mantenuto aspetti di grande interesse e convenienza per le imprese italiane. La relazione di Lucie Votavová, responsabile Informazioni e marketing di CzechInvest, è una conferma di quanto anticipato nell’intervento introduttivo: la Repubblica Ceca ha e mantiene nel tempo una serie di affinità con l’ambiente imprenditoriale italiano e anche di vantaggi competitivi, dal punto di vista del mercato e della produzione industriale. Nell’intervento una serie di informazioni molto generali, per chi è nuovo del paese, su popolazione, occupazione, costo dei fattori di produzione – lavoro, energia, sistema fiscale – istruzione e specializzazione dei lavoratori, ma anche i dati sugli investimenti esteri diretti, la spesa per le attività di ricerca e sviluppo e i sostegni all’innovazione.
Nel suo intervento Luca Pandolfi, esperto di fondi UE del gruppo IBC, ha fatto una panoramica di tutte le opportunità di sostegno in Repubblica Ceca per le Imprese, partendo da un’elencazione dei tipi di strumenti. Questi sono diversi, dai contributi a fondo perduto (grants), ai prestiti agevolati e agli incentivi fiscali. Il sistema, anche in Repubblica Ceca, ha le sue falle: incentivi e contributi sono legati a fattori di incertezza come gli stanziamenti, le date di apertura dei bandi – che devono coincidere con i tempi degli investimenti –, i criteri di valutazione, i tempi. Come gestito attualmente, finisce per essere selettivo, incerto e spesso complicato per i richiedenti, perdendo quel carattere incentivante per cui è stato concepito. Ma nonostante le sue debolezze il sistema presenta opportunità che vanno colte: misure per la formazione professionale, inventivi fiscali per gli investimenti, abbinati nelle zone svantaggiate a grant per posto di lavoro creato e formazione. Interessanti anche i contributi per ricerca e sviluppo, acquisto di tecnologie e costruzione o ristrutturazione di immobili industriali (programma Nemovitosti) purtroppo attualmente non rifinanziato.
Uno sguardo al futuro: la Repubblica Ceca ha avuto per il periodo attuale uno stanziamento record, il più alto importo pro capite dei 27 UE, a causa della sua recente adesione. Dal 2014 in poi si prevede che i fondi per la Repubblica Ceca saranno inferiori agli attuali. La grande sfida è quella dei prossimi 3 anni: per beneficiare al massimo dei soldi messi a disposizione dall’UE, il governo ceco dovrà stanziare la parte di cofinanziamento nazionale, e gestire la valutazione e l’erogazione dei progetti in modo efficiente.
Nel suo intervento Jana Bašeová, Direttrice della Sezione di sostegno ai progetti d’investimento, ha illustrato le Zone industriali strategiche. Partendo dai servizi di CzechInvest nel settore dei beni immobili, la relazione ha illustrato le opportunità rappresentate dalle zone industriali strategiche. Queste ultime sono 5 in tutta la Repubblica ceca, con vantaggi e infrastrutture favorevoli alle industrie. Con un caso concreto: l’investimento dell’impresa italiana Cromodora Wheels assistito da ChzechInvest.
Ultimo interessante intervento quello di Renata Kořínková, Capo Dipartimento di Coordinamento dei fondi strutturali, sul Programma operativo Attività imprenditoriale ed innovazioni, con 6 assi prioritari: Nascita delle imprese, Sviluppo delle imprese, Energia efficiente, Innovazione, Ambiente per attività imprenditoriale, Servizi per lo sviluppo dell’impresa, si finanzia la creazione e lo sviluppo di attività industriali, oltre che per innovazione tecnologica, ricerca, centri di formazione, efficienza energetica.
La sala piena e le numerose domande del pubblico hanno dato la misura del successo dell’iniziativa, nella quale non sono mancati spunti polemici da parte di operatori italiani in Repubblica Ceca, confermando luci e ombre di un sistema senza dubbio migliorabile.