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La Commissione Ue ha chiesto spiegazioni sull’acquisto dei nuovi aerei da trasporto per l’Aeronautica militare ceca

“Il mio obiettivo è quello di restituire alle Forze armate ceche il prestigio rovinato da una serie di scandali e da sospette operazioni d’acquisto”. A pronunciare queste parole, immediatamante dopo la nomina, è stato Alexandr Vondra, il nuovo ministro della Difesa ceca.
Il caso vuole che Vondra, esponente del partito Democratico civico (Ods), possa sin da subito iniziare a mettere in pratica queste parole. La Commissione europea aspetta infatti – ormai dall’inizio di maggio – che Praga chiarisca l’acquisto, da parte del ministero della Difesa ceco, di quattro aerei da trasporto C-295 del produttore spagnolo Casa. Soprattutto, vuole sapere il perché l’acquisto di questi aerei – che arriverà a costare 132 milioni di euro alle casse pubbliche ceche – sia avvenuto lo scorso anno in forma diretta, senza alcuna gara, come richiedono invece le regole europee.
Bruxelles ha fatto capire esplicitamente che, per questa vicenda, la Repubblica ceca rischia di essere chiamata in giudizio davanti alla Corte europea di Lussemburgo.
17 Alenia C-27J_(10) fonte Alenia
Carente, per una serie di motivi, appare la spiegazione offerta lo scorso anno, quando le autorità ceche, dopo aver firmato il contratto con la spagnola Casa, si limitarono a dire: “trattandosi di una commessa di carattere militare, che mette in gioco gli interessi di sicurezza del nostro Paese, non è necessario organizzare alcuna gara”.
In gioco, come è noto, ci sono anche gli interessi dell’Alenia Aeronautica, che si ritiene discriminata dalla mancata organizzazione di una gara da parte del governo di Praga. La compagnia italiana sa bene infatti che – con gli aerei Spartan C-27J di sua produzione – avrebbe potuto offrire all’Aeronautica ceca una valida alternativa per sostituire gli Antonov di fabbricazione sovietica, ormai obsoleti. Ed è stato proprio questo motivo ad aver spinto la Alenia a presentare un esposto a Bruxelles, parlando senza mezzi termini, di “una violazione evidente, a Praga, del principio di trasparenza nel corso dell’affidamento di un appalto pubblico”.

Di Giovanni Usai