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Lo storico produttore di mezzi agricoli ingaggia Pininfarina per apparire un po’ più sexy

Il profilo è sinuoso, corporeo. Le linee ricalcano quelle eleganti di una Ferrari da corsa. Il colore, anche quello, un rosso cromato brillante, è lo stesso dei bolidi di Maranello. Ma la macchina, stavolta, è agricola e non da pista. Il disegno però esce della mano dello stesso designer, o meglio artista: l’inconfondibile studio Pininfarina che firma una prima assoluta nel settore dell’agricoltura. Quello che la Bbc descrive come il “trattore più sexy del mondo” è l’ultimo modello della Zetor, la storica casa di produzione ceca di macchine agricole, che ha deciso in questo modo di festeggiare il suo settantesimo anniversario. Presentato al prestigioso salone dell’agricoltura di Hannover a novembre 2015 – l’Agritechnica – l’azienda di Brno ha svelato al pubblico un concept trattore dal design italiano che sarà integrato alla produzione nei mesi a venire.

La Zetor, ormai un caposaldo mondiale nella produzione di macchine agricole, oltre alla consolidata efficienza meccanica ha voluto smarcarsi investendo sull’estetica di macchine dove, storicamente, l’operosità ha sempre contato più della linea accattivante.

Prima un po’ di storia

Se oggi la Zetor propone un nuovo modello dal design avanguardistico, è anche giusto ricordare che la sua leggenda si è costruita negli anni su una lunga tradizione di macchine anzitutto affidabili e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Un blasone nato sulle fondamenta della fonderia Česká Zbrojovka, attiva a Brno dal 1864, dai cui stabilimenti era uscito di tutto: armi pesanti e leggere, automobili e motociclette.

Distrutti dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale l’area industriale e gli stabilimenti rinascono dopo il conflitto. La Česká Zbrojovka comincia allora una collaborazione con il costruttore di aratri Laurin & Klement: un’iniziativa di successo che apre la porta a un’importante produzione industriale di macchine agricole presto commercializzate in tutto il mondo. Nell’agosto del 1946 il marchio Zetor è depositato alla camera di commercio cecoslovacca: il nome è la fusione dell’iconica Z (pronunciata “Zet” in ceco) e ripresa dal marchio della Česká Zbrojovka, con le ultime due lettere della parola “Tractor”.

Nella lingua e nella fabbrica la storia dei trattori made in Cecoslovacchia è cominciata. Il primo, storico, modello è lo Zetor 25, una macchina semplice, solida, e che ha un immediato successo commerciale: un primo prototipo è messo a punto nel novembre del 1945 mentre la produzione in serie comincia circa un anno dopo.

In Cecoslovacchia sono gli anni dell’avvento del regime e del partito unico. Immancabilmente i nuovi trattori Zetor diventano strumenti di propaganda. “Sta nascendo un nuovo grande esercito. L’esercito degli agricoltori progressisti della Cecoslovacchia” è lo slogan scelto per i cinegiornali dell’epoca, mentre sullo schermo scorrevano immagini in bianco e nero di trattori e lavoratori dei campi sorridenti. Ed è proprio uno Zetor 25 nuovo di zecca, nell’estate del 1946, uno dei regali che riceve il nuovo premier (e presto presidente) Klement Gottwald per il suo 50° compleanno.

Alla conquista del mondo

Pensato come un veicolo che avrebbe accelerato il processo di meccanizzazione dell’agricoltura cecoslovacca, lo Zetor 25 viene subito apprezzato e acquistato tanto in patria che all’estero, soprattutto nei Paesi d’oltrecortina, diventando un punto di riferimento di primo livello per la meccanizzazione agricola di ispirazione sovietica.

Il grande successo è favorito dalle qualità meccaniche del trattore e dal suo prezzo contenuto. La macchina è costruita secondo i principi progettuali ripresi dalle apparecchiature militari: lavorazioni di precisione e pezzi intercambiabili fra loro, facili sia da montare sia da sostituire. Sono questi gli atout dello Z 25.

Queste caratteristiche permettono alla Zetor di continuare la fabbricazione di questo modello per diversi anni, facendogli raggiungere una produzione totale di circa 158 mila esemplari, due terzi dei quali finiscono oltreconfine. Lo Zetor 25 continuerà ad essere prodotto fino al 1961, anno in cui l’azienda decide di smettere definitivamente la produzione della sua prima macchina. Il successo dello Z 25 spinge l’azienda a spostare la produzione nello stabilimento dell’industria statale Závody Přesného Strojírenství Brno-Líšeň nel 1952. Nel nuovo sito sono assemblati i nuovi modelli che vengono ad affiancarsi allo storico 25, parliamo dello Zetor 35 e dello Zetor 50. Tutte queste macchine, equipaggiate di motori diesel a quattro tempi, conoscono una grande popolarità tra gli anni ‘50 e ‘60 e rappresentano per più di un decennio una delle eccellenze dell’industria nazionale cecoslovacca. I trattori cechi sono esportati in tutto il mondo: in Europa, negli Stati Uniti, a Cuba e in India. Sul mercato italiano ne sono commercializzati circa 700 esemplari tra il 1951 e il 1961. Il successo della casa di produzione si consolida nei due decenni successivi, nuovi modelli sono messi sul mercato, lo Zetor 4511e lo Zetor 2011, e la marca di Brno arriva negli anni sessanta a detenere una importantissima quota di mercato mondiale nella commercializzazione di trattori e motori per macchine agricole.

La nuova era

Nuovi modelli si susseguono e la società continua a fare profitti fino al 2000, anno in cui la Zetor conosce dei gravi problemi finanziari che la spingono a interrompere provvisoriamente la produzione. Tuttavia, vista l’importanza economica dell’azienda per la regione, il governo decide di intervenire per sostenere lo storico marchio di Brno.

Due anni dopo una parte dell’azienda è acquisita dalla holding slovacca Htc: il business è rilanciato. Negli anni duemila l’azienda mette sul mercato nuovi modelli, le vendite riprendono forte, le esportazioni raggiungono ormai i cinque continenti: oggi la Zetor vende i suoi trattori in più di 40 Paesi. Con 1,2 milioni di trattori venduti dalla sua fondazione a oggi, l’azienda di Brno festeggia quest’anno il suo settantesimo anniversario e per farlo decide di vestire “l’abito buono”: nel modello firmato Pininfarina ci sono tutte le intenzioni della Zetor per gli anni a venire, fare macchine resistenti come carri armati, ma belle come Ferrari da corsa.

di Edoardo Malvenuti