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Karel Moor è stato un compositore e direttore d’orchestra ceco vissuto tra il 1873 e il 1945. Nato a Lázně Bělohrad, nella tranquilla provincia boema, di carattere inquieto e artista prolifico, partecipò con energia e vigore allo sviluppo della cultura ceca e delle realtà nazionali in cui si trovò ad operare. Il caso di Karel Moor, l’ennesimo “K” della cultura boema, di scena a Trieste tra il 1901 e il 1905, è una testimonianza paradigmatica di quell’ultimo folle slancio creativo ultra-romantico che inondò le sponde dell’Adriatico all’inizio del ‘900. Preparazione raffinata, immancabile background mitteleuropeo tra nevrosi patologica ed entusiasmo incontenibile s’alternano in un artista che scelse di esprimere a tutto tondo il proprio io, tra musica e letteratura, in una città, la Trieste “Musicalissima” di allora, che faceva eco a tutte le maggiori correnti culturali europee tra tradizione, rigurgiti beethoveniani, sbornie wagneriane, avanguardie agguerrite, ironie sveviane e utopie joyciane.

Karel Moor. «Musicista migrante» nella Mitteleuropa del ‘900, dalla Praga di Antonín Dvorák alla Trieste di Italo Svevo fino ai nuovi Paesi slavi del Sud,
Massimo Favento (a cura di),
Lumen Harmonicum, 2019
460 pp.