FacebookTwitterLinkedInGoogle+

Passeggiata in un tradizionale quartiere di Praga che negli ultimi anni ha attraversato una fase di grande trasformazione e modernizzazione

L’alluvione di grandi proporzioni che colpì Praga nell’agosto del 2002, durante la quale alcune zone della capitale ceca furono quasi completamente sommerse e vari monumenti storici danneggiati, interessò in particolare il quartiere di Karlín, parte del Distretto Municipale di Praga 8, situato sulla riva destra della Vltava sotto il quartiere di Žižkov e ad appena due chilometri dalla Piazza della Città Vecchia.

Nel caso di Karlín, però, è proprio vero il proverbio secondo cui “non tutti i mali vengono per nuocere” perché i danni profondi causati dalle inondazioni ne hanno accelerato il processo di modernizzazione e oggi è uno dei luoghi più ambiti da aziende e professionisti che vogliono stabilire qui le proprie sedi lavorative e di rappresentanza e, soprattutto, una delle zone di Praga più proiettate verso il futuro.

I locali alla moda e dal design curato sono numerosi, e gli investimenti post alluvione hanno cambiato il volto di questa zona che ha visto, in poco meno di dieci anni, il prezzo degli appartamenti e dei locali commerciali quasi raddoppiarsi.

Ma facciamo un passo indietro. Il quartiere di Karlín fu fondato nel 1817 nelle campagne appena fuori dalla Città Vecchia e fu così chiamato in onore di Carolina Carlotta Augusta di Baviera, moglie dell’imperatore d’Austria Francesco I. Negli anni 1903-1921 si costituì come vera e propria città indipendente e solo nel 1922 entrò a far parte ufficialmente della “Grande Praga”.

Per molto tempo, probabilmente a causa della vicinanza della Vltava e per la frequenza delle alluvioni, i terreni in questa zona erano molto economici se confrontati con quelli della vicina Praga, e proprio per tale motivo vennero acquistati per costruirci grandi fabbriche per la produzione di macchine dell’industria pesante ed enormi edifici che divennero alloggi per gli operai. Per tutta l’area ciò significò per molti anni inquinamento e bassa qualità della vita, e in seguito alla chiusura di molte fabbriche, anche un certo degrado urbano durato fino al 2002.

Nel 1847 fu costruita a Karlín la prima centrale del gas della città che serviva a rifornire principalmente gli impianti per l’illuminazione cittadina che erano alimentati con questo combustibile.

Tra le molte fabbriche che vi sorgevano, particolarmente importante era la “Rustonka”, il cui edificio è stato demolito tra febbraio e marzo 2014. Prima del 1832 era una filanda che in seguito fu trasformata, da alcuni imprenditori britannici, in una fabbrica di motori a vapore e successivamente di pezzi di ricambio per navi e altre costruzioni. Il tetto del Rudolfinum, sede della Filarmonica ceca, fu in parte realizzato proprio in questa fabbrica.

Le due vie principali di Karlín, lungo le quali si svolge la vita cittadina dei suoi abitanti e dove sorgono le principali attività economiche del quartiere, sono la Sokolovská e la Křižíkova. Quest’ultima strada prende il nome da František Křižík, ingegnere, inventore e pioniere dell’industria elettrotecnica, noto soprattutto per la sua Křižíkova Fontána, o Fontana luminosa (costruita nel 1891 e situata nel quartiere di Holešovice, un’opera unica in Europa).

Karlín è attraversato dal “Viadotto di Negrelli” che unisce la stazione Masarykovo nádraží con quella di Bubny ed è stato il primo ponte ferroviario di Praga e il secondo più antico della città ad attraversare la Vltava. Il viadotto passa sull’isola di Štvanice che si trova esattamente tra Holešovice e Karlín ed è oggi sede di un importante centro sportivo della capitale in cui si tengono ogni anno le gare dei circuiti Atp e Wta di tennis.

Tra i monumenti storici più rilevanti di Karlín si deve annoverare la Karlínská synagoga situata sulla via Vítkova, costruita in stile neoromanico nel 1861 dalla comunità ebraica del sobborgo praghese. Nella seconda metà dell’800 vivevano in questa zona molti commercianti e proprietari di fabbriche, alcuni dei quali erano ebrei. L’ultima ricostruzione della sinagoga è avvenuta tra il 1928 e il 1930 e, nel corso di questa, gli interni sono stati ricostruiti in stile funzionalista. Dopo il 1950, la sinagoga è stata venduta alla Chiesa Ussita Cecoslovacca.

Tra gli edifici religiosi del quartiere vi è anche la Chiesa di Cirillo e Metodio, una delle chiese più grandi della Repubblica Ceca. Costruita a metà del XIX secolo, è uno dei monumenti architettonici più importanti dell’epoca. Il progetto originale era degli architetti Karl Rösner e Vojtěch Ignác Ullmann. L’artista Josef Mánes decorò il portale d’ingresso in bronzo con immagini sulla vita dei santi patroni cechi. Ai lati ci sono invece due statue in legno di Cirillo e Metodio realizzate nel 1937.

L’edificio è costituito da tre navate e alla sua costruzione, durata nove anni, contribuirono molti artisti cechi dell’epoca. Anche questo monumento fu pesantemente colpito dall’alluvione del 2002 e in seguito restaurato.

Tra gli altri luoghi di interesse di Karlín va ricordato il “Teatro Musicale” che dal 1945 è il palcoscenico della commedia musicale più significativo della Repubblica Ceca e si trova in vicinanza della stazione degli autobus di Florenc che collega Praga con le principali capitali europee e altre città ceche.

Su questa scena si sono esibiti, nel corso degli anni, moltissimi attori cechi tra cui Vlasta Burian e Jan Werich. Il Teatro si trova nell’ex edificio di un più vecchio “Teatro di varietà” fondato nel 1881 e tra i più ricercati in Europa per quanto riguarda tale genere. Anche il Teatro Musicale di Karlín è stato ricostruito per le conseguenze dell’allagamento e riaperto solo nel 2006.

Il quartiere è attraversato da tre fermate della linea “B” della Metropolitana: Florenc, Křižíkova e Invalidovna. Quest’ultima prende il nome dall’edificio Barocco omonimo costruito sull’esempio dell’Hôtel national des Invalides di Parigi, tra gli anni 1731-1737 e che doveva servire per alloggiare gli invalidi di guerra. L’attuale struttura dell’Invalidovna praghese è soltanto un nono del progetto originale ed è oggi la sede dell’Archivio Militare Centrale, ma versa in un pessimo stato, anche in seguito all’inondazione. Attorno al palazzo si trova il parco Kaizlovy Sady. L’Invalidovna fu costruita in seguito al suggerimento del re Carlo VI d’Asburgo e il progetto fu finanziato dal duca di origini fiorentine Petr Strozzi, diplomatico e filantropo.

Oggi anche l’industria ceca del design e molti artisti hanno scelto Karlín come propria sede. I “Karlín Studios”, ad esempio, nascono in una zona di vecchie fabbriche convertita in spazi espositivi a disposizione di artisti cechi e internazionali. Anche la Biennale di Praga, per alcuni anni si è tenuta qui.

Rimarginata ormai quasi completamente la ferita dell’alluvione, Karlín è oggi un quartiere che vuol fare della vivibilità e dell’efficienza il suo cavallo di battaglia. Un quartiere moderno che guarda completamente al futuro, a pochi passi dal centro di Praga.

di Mauro Ruggiero