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un’immagine prodigiosa, alcuni dipinti, una storia… ed eccoci in Repubblica ceca

Ormai quasi tutti conoscono una delle Chiese del percorso di Langdon, protagonista del film thriller Angeli e demoni diretto da Ron Howard e basato sull’omonimo romanzo di Dan Brown: Santa Maria Della Vittoria, uno dei monumenti romani più rappresentativi dello stile barocco, costruito fra il 1608 e il 1620 su progetto di Carlo Maderno, arricchito nel suo splendido interno dalla Cantoria di Mattia De Rossi e da importanti sculture, pitture ed affreschi. Tra questi, il Trionfo della Vergine sulle eresie di Giuseppe e Andrea Orazi e la pala d’altare Vergine che offre il Bambino a San Francesco opera di Domenico Zampieri, detto il Domenichino.
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E poi, collocata nella cappella di fronte al gruppo marmoreo Il sogno di S. Giuseppe di Domenico Guidi, la celebre Estasi di Santa Teresa d’Avila di Gian Lorenzo Bernini, realizzata tra il 1645 e il 1652, un capolavoro dell’arte barocca in marmo e bronzo. L’effetto dell’opera sull’osservatore è teatrale e si percepisce il Bernini perfetto tecnico dell’immagine, l’artista capace di rendere spettacolare l’evento descritto, creando forme armoniche permeate da un fascino coinvolgente, sensuale. Ed ecco che a pochi passi dalla Santa Teresa, a sorpresa posto innanzi alla tela Gesù appare al Santo di Nicolas Lorrain, si scorge la statua votiva del Bambino di Praga. Infatti, questa Chiesa è un riferimento per i credenti della Repubblica Ceca e deve il suo nome alla vittoria riportata dall’esercito cattolico, l’8 novembre 1620, nella battaglia della Montagna Bianca presso Praga (soggetto di quattro grandi dipinti situati nella Sacrestia).
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La dedica alla Madonna nasce dal racconto secondo cui nel momento in cui si stava profilando la disfatta dei cattolici, guidati da Massimiliano di Baviera, sotto l’assalto delle truppe guidate da Federico di Sassonia, intervenne nel combattimento un carmelitano scalzo, cappellano dell’esercito, Padre Domenico di Gesù e Maria. Aveva con sé una immagine della Madonna trovata, sfregiata, nel castello di Strakonitz. Da questa immagine uscirono forti raggi di luce che abbagliarono gli avversari, costringendoli alla fuga.

Di Genny Di Bert