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Nel ricordo della caduta del Muro la Germania rende onore all’eroe della Rivoluzione di velluto

Berlino – “La solidarietà internazionale diede un contributo forte alla dissidenza dell’Est Europa. Per questo noi oggi abbiamo il dovere di sostenere la lotta dei popoli ancora oppressi, in paesi come la l’Iran, la Birmania, il Tibet e Cuba”. Così l´ex presidente della Repubblica ceca, Vaclav Havel, ha accolto il premio Quadriga, assegnatogli lo scorso 1° ottobre a Berlino, per “il suo impegno nel superamento delle divisioni in Europa”. Le ricorrenti malattie hanno reso flebile la voce dell’anziano leader, ma non la serenità del suo sorriso quando dice “la verità e l’amore vinceranno sull’inganno e sull’odio”.
La Quadriga è stata assegnata ad Havel significativamente a poche settimane dalle grandi celebrazioni svoltesi a Berlino per ricordare la caduta del Muro.
Dal 2003, in concomitanza con l´anniversario della riunificazione della Germania, la fondazione tedesca “Werkstatt Deutschland” ogni anno destina questo premio a personalità del mondo politico, economico, sociale e culturale, che si sono attivate in favore del progresso. È un segno di gratitudine, sottolineano a Berlino, per ricordare gli uomini-simbolo esempio di coraggio e senso di responsabilità dalla Germania e per la Germania.
15 Havel col Quadriga
Con Havel quest’anno sono stati insigniti della Quadriga Michael Gorbatschow, José Manuel Barroso, l´attivista per i diritti civili sotto la DDR Bärbel Bohleye e l´artista tedesco Marius Muller-Westernhagen. È stata anche messa in luce l´iniziativa delle donne iraniane „un milione di firme contro le leggi discriminatorie“.
A vent´anni dalla caduta del Muro, primo evento di un effetto domino che avrebbe cambiato l´Europa, il motto della “Quadriga 2009” è stato ” abbattere Muri e costruire ponti”. Soprattutto per i tedeschi dell´Ostblock era impensabile non ricordare la “rivoluzione di velluto”, che seguì di pochi giorni l´abbattimento delle barriere fra tedeschi.
In una cerimonia ufficiale davanti al Reichstag, Havel e le altre personalità hanno piantato insieme degli alberi, a simboleggiare il superamento pacifico dei conflitti tra popoli per un futuro di crescita insieme.

Di Maria Paola Usai