FacebookTwitterLinkedInGoogle+

Disoccupazione

La disoccupazione in febbraio è scesa leggermente, su base annua, dello 0.1%. Il dato di disoccupazione nella popolazione attiva (età 15-64 anni) è stato del 5.6%. Tali numeri però vanno letti cum grano salis: la popolazione mediamente invecchia, quindi escono dalla popolazione attiva più persone di quante ne entrano, migliorando artificiosamente il dato. Ci sono più anziani, in pensione, e meno contributi al sistema pensionistico. Infatti, è molto attuale il dibattito sulla sostenibilità del sistema pensionistico.
In ogni caso, la ripresa della produzione industriale ha creato alcuni nuovi posti di lavoro, si spera permanenti. Purtroppo, si tratta quasi sempre di posizioni a livello di manodopera poco qualificata. Nondimeno, si nota una leggera pressione al rialzo nei salari proprio nelle posizioni meno pagate, mentre continua la stagnazione dei compensi dei colletti bianchi.
Da un punto di vista allargato, la realtà della Repubblica Ceca è comunque positiva quanto a mercato del lavoro, se paragonata all’Eurozona, in particolare i paesi del sud Europa. Diversamente da altri paesi, generalmente chi non lavora lo fa per scelta, non per necessità.

Produzione Industriale

Produzione industriale al galoppo anche in febbraio. La crescita su base annua è stata del 4.5%. Molto significativo il dato sugli ordinativi, in crescita del 10% rispetto al febbraio 2014. La svalutazione dell’Euro e conseguentemente della Corona ha contribuito fortemente alla crescita. Infatti, le vendite all’estero di prodotti strettamente industriali sono cresciute del 6.5%, mentre le vendite domestiche continuano ad essere stagnanti. In altre parole, la artificiosa compressione della Corona aiuta gli esportatori industriali, e penalizza pesantemente le famiglie e la domanda interna, trasformando molto rapidamente la Repubblica Ceca in un serbatoio di manodopera a basso costo per l’industria europea, in particolare tedesca.
Al solito, il settore automotive fa da traino, beneficiando anche di una generale ripresa del mercato dell’auto in Europa.

Inflazione

La Repubblica Ceca non sembra riuscire ad uscire dalla deflazione di fatto in cui versa da molti mesi. Anche il violento calo dell’Euro e della Corona non ha ancora mostrato effetti significativi sui prezzi nel mercato domestico. In marzo l’inflazione su base annua ha registrato uno 0.2%, di fatto un calo, considerando la pesante svalutazione della Corona. In realtà la compressione della moneta non ha determinato un aumento dell’inflazione, per un motivo molto semplice. La domanda interna è ferma da molto tempo, non a causa dei prezzi, ma perché le famiglie non hanno reddito disponibile a disposizione. L’artificioso aumento del costo di beni importati da mercati non-Eurozona, semplicemente ne riduce il volume acquistato dalle famiglie. Inoltre, essendo spesso beni insostituibili, quali vestiario, combustibili etc, pone ulteriore pressione sui prezzi dei beni e servizi domestici, che infatti sono in costante calo. Lascia basiti che riprenda forza la spinta all’adozione dell’Euro in tempi brevi. A meno che l’obiettivo non sia la creazione di una vasta area nel centro-sud Europa di manodopera a basso costo con cui sostituire le manifatture asiatiche.

Commercio Estero

Nei primi due mesi del 2015 l’export si conferma ancora una volta il punto di forza della economia ceca. La bilancia commerciale ha registrato un surplus di 34.7 miliardi di Corone – ca 1.3 Mld Eur – a fine febbraio, per una crescita su base annua del 14%. Le importazioni nello stesso periodo sono cresciute del 5.2%, e le esportazioni del 5.8%.
Naturalmente, il calo molto forte del prezzo del petrolio ha aiutato significativamente la bilancia commerciale, così come la crescita delle esportazioni nell’automotive. L’indebolimento della Corona ha accresciuto di molto il deficit con i paesi non-Euro, in particolare asiatici, salito a 36.2 miliardi di Corone. Di converso, il surplus con l’Eurozona è salito del 15%, a 55.8 miliardi di Corone –circa 2 miliardi di Euro. Un chiaro segnale, se ancora servisse, della convenienza per il sistema ceco di avere una propria sovranità monetaria, anche se piuttosto limitata come è stato negli ultimi due anni.

di Gianluca Zago