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Alla vigilia della quinta edizione del MittelCinemaFest incontriamo Giovanni Sciola, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga e principale regista di questa manifestazione in Repubblica Ceca

È al portone dello splendido complesso barocco che ci accoglie il Direttore. L’stituto è situato fra le viuzze di Malá Strana, un luogo talmente ricco di atmosfera da sembrare l’ambientazione ideale per film di vario genere. A poche settimane dal MittelCinemaFest, unica rassegna di film esclusivamente italiani che si svolge in Repubblica Ceca, è proprio il cinema il motivo del nostro incontro.

Questa quinta edizione arriva al temine di un lustro particolarmente fruttuoso ed importante per l’arte italiana della cinepresa, con il successo internazionale di registi come Paolo Sorrentino, Matteo Garrone e Luca Guadagnino, per non parlare dei premiatissimi documentari di Gianfranco Rosi, e del fenomeno delle serie italiane come Gomorra e 1992. Ultimamente anche in Repubblica Ceca film come Perfetti Sconosciuti e Suburra sono rimasti nelle sale praghesi per settimane, un segnale di crescita importante in un paese dove per lungo tempo non c’è stata traccia di pellicole italiane nelle classifiche dei film più visti dell’anno.

Giovanni Sciola

Attraversato il chiostro dell’Istituto, con il Castello luminoso che svetta in bella vista, Giovanni Sciola ci riceve nel suo ufficio e inizia la nostra conversazione.

“A parte quella immediata, del momento in cui si spengono le luci in sala e si proietta il film, la soddisfazione è vedere che si sta dando un contributo per diffondere la presenza del cinema italiano in questo paese. Il MittelCinemaFest in fondo è una piccola operazione, ma la sua importanza va al di là delle sue poche sere di proiezioni, in quanto produce distribuzione e quindi alimenta una industria, come quella cinematografica, che per l’Italia non ha un carattere secondario” esordisce il Direttore, il quale ci tiene a ricordare anche i costanti rapporti di collaborazione che l’Istituto intrattiene durante tutto l’anno con il Festival di Karlovy Vary, il Febiofest, lo Jihlava documentary fest, il One World, le Giornate del Cinema Europeo.

La prima edizione praghese del MittelCinemaFest risale al 2013. Sciola aveva assunto l’incarico da pochi mesi e una manifestazione di questo tipo appariva un po’ una scommessa. “Sì, ma sin da allora abbiamo trovato anzitutto un sostegno convinto dell’Ambasciata d’Italia cui è seguito poi quello per noi assai significativo della Camera di Commercio Italo-ceca, oltre ad alcuni partner che hanno creduto in questa sfida, compresa la vostra rivista, Progetto RC, che ha accettato quasi al buio di promuovere l’evento, di stampare un catalogo e di diffonderlo. Devo dire che in questi anni abbiamo notevolmente consolidato la presenza della manifestazione a Praga, riuscendo anche a farci concedere un contributo finanziario dalla Amministrazione comunale. Così come altri paesi stranieri, che presentano le loro rispettive cinematografie attraverso rassegne ad hoc, ora ci siamo anche noi. E nel frattempo, nonostante le ulteriori complicazioni logistiche che questo comporta, siamo pure riusciti ad allargarci fuori Praga” sottolinea il Direttore, il quale ricorda che anche quest’anno il MittelCinemaFest giungerà nuovamente a Brno, nel Kino Lucerna, e in assoluto per la prima volta a Ostrava, al Kino Luna.

La diffusione fuori dalla Capitale è sicuramente un altro aspetto rimarchevole, così non possiamo evitare una domanda sul pubblico a cui è rivolta la manifestazione, tenendo conto della forte presenza di italiani in Repubblica Ceca, sempre in crescita.

“Quando sono arrivato a Praga, mi ero stupito che non ci fosse un evento come questo, con una etichetta italiana, nonostante il tradizionale interesse che in questo Paese si è sempre avuto per il nostro cinema. Basti pensare agli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, così come all’attenzione che il Festival di Karlovy Vary e altre importanti rassegne hanno sempre avuto per la produzione italiana. La risposta alla domanda è quindi: il Festival lo facciamo chiaramente per il pubblico ceco. D’altra parte non possiamo trascurare la presenza crescente e selezionata di nostri connazionali in questo Paese e conseguentemente la loro ‘domanda’ di cinematografia in lingua italiana”.

La nostra curiosità si spinge così al metodo di selezione dei film.

“Il criterio basilare, che poi corrisponde all’impostazione generale degli Istituti Italiani di Cultura all’estero, è di mostrare l’Italia come è oggi, attraverso quindi la produzione cinematografica più recente; nel caso nostro, dell’ultimo anno. Si tratta di un progetto e per così dire anche un ragionamento che facciamo con CineCittàLuce, visto che abbiamo una serie di vincoli, e dobbiamo poi aspettare i festival di Cannes e Venezia per avere un elenco di pellicole e di titoli disponibili. Incide poi la mia scelta personale, visto che spesso spendo parte delle mie vacanze in Italia a vedermi i film e lo faccio già con l’obiettivo di pensare cosa eventualmente poter proporre e far vedere a Praga, a dicembre”.

Sciola ci tiene a precisare che le sue scelte non si basano solo sui pareri della critica, ma sulle sue reazioni personali. “Sono arrivato qui nel 2013, e avevo visto poco prima di partire “Viva la libertà”. Mi sono detto: questo è un bel film che spiega la dinamica della situazione politica italiana. E fortunatamente si rivelò una scelta indovinata”. Quello di Roberto Andò è stato in realtà uno dei due film che nel 2013 hanno bucato gli schermi e, insieme alla Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, hanno spianato la strada al MittelCinemaFest.

Il Direttore mette in rilievo la necessità di variare i generi, bilanciando fra commedie e film che abbiano il loro sostrato d’impegno o documentazione, evitando gli stereotipi sull’Italia, e assecondando inoltre la richiesta che giunge da Cinecittà di dar spazio ai giovani artisti. La scoperta di giovani talenti è un aspetto che non va trascurato. Nel 2015 una delle scommesse del festival fu “Non Essere Cattivo” di Claudio Caligari, con due attori promettenti semi-sconosciuti nei ruoli principali: Luca Marinelli e Alessandro Borghi. Entrambi ormai sono diventati i volti del nuovo cinema italiano. Borghi, ora protagonista della nuova serie di Suburra (disponibile su Netflix da novembre), è anche stato a Praga come ospite al MittelCinemaFest.

La nostra conversazione prosegue, con un riferimento alla salute attuale del cinema italiano, che rispetto a dieci anni fa, sta attraversando un periodo di grande smalto. Sciola lo sottolinea, esprimendo il proprio entusiasmo e citando nuovi registi e attori che si sono imposti. Inevitabile a questo punto una nostra provocazione, ricordando come buona parte dei film italiani di maggiore successo degli ultimi anni – da Sorrentino a Garrone e a Munzi – parlino degli aspetti negativi dell’Italia, in particolare di corruzione e criminalità. C’è da preoccuparci, o dobbiamo essere orgogliosi di un cinema che riesce ad affrontare queste tematiche spinose?

“Il nostro ruolo di Istituti di cultura – risponde il Direttore – non è di fare propaganda, quindi se un’opera d’arte affronta temi di questo genere, non ho e non abbiamo nessuna remora a metterla in programmazione. Cerchiamo tuttavia, con la nostra rassegna, di far conoscere anche l’Italia nelle sue innumerevoli sfaccettature”.

Concludiamo con un riferimento a questa quinta edizione e a cosa possiamo aspettarci. Tra i film più attesi segnaliamo Ammore e malavita, una commedia musical sulla camorra, diretto dai fratelli Manetti (i quali saranno anche presenti come ospiti). Gli appassionati delle commedie italiane potranno anche divertirsi con Moglie e marito, con Pierfrancesco Favino nel ruolo principale. Sciola ci indica anche un paio di “scommesse”, fra cui una in particolare: Fortunata diretto da Sergio Castellitto con Jasmine Trinca nel ruolo della protagonista, una parrucchiera “coatta” che vive nella periferia di Roma. Senza dimenticare un film d’animazione Gatta Cenerentola, opera sfolgorante che racconta la nobiltà e la miseria di Napoli.

Come promesso e previsto, si tratta di un programma estremamente variegato e attraente, che mette in mostra i vari aspetti del Belpaese: il carattere nazionale, i problemi sociali, l’umorismo e lo spirito del popolo, ma anche i nuovi talenti della sua cinematografia. A partire dal 30 novembre il pubblico ceco e gli italiani residenti in Repubblica Ceca avranno la possibilità di scoprire e ammirare il meglio della più recente produzione italiana. L’appuntamento iniziale è quindi al Lucerna, nel più antico cinema ancora in funzione in Europa.

di Lawrence Formisano