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Disoccupazione

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Il livello di disoccupazione ufficiale in Rep. Ceca si mantiene da diversi mesi stabile. In Dicembre, si è registrato un tasso del 6.8% della popolazione attiva, o 8.2% generale. Il sistema di calcolo implementato ultimamente indica livelli inferiori al recente passato, ma si tratta solamente di una illusione.

Pur in una situazione molto migliore rispetto a molti paesi della UE (media UE 10.7% in Dicembre), la realtà dei fatti è che la situazione del mercato del lavoro è piuttosto critica. Molte aree del paese non hanno praticamente alcuna prospettiva occupazionale strutturale per il futuro prossimo. Anche dove l’economia cresce, la spinta al miglioramento della efficienza e della produttività riduce l’espansione delle opportunità d’impiego. Ad eccezione della regione di Praga, quasi a piena occupazione. Ciò è non solo effetto della generale tendenza in atto nella UE, ma anche la conseguenza di diversi anni di crescita esagerata del costo del lavoro rispetto alla effettiva produttività, di scarsissima propensione alla mobilità per cui se il lavoro non è ‘sotto casa’, molti preferiscono ricevere i troppo generosi sussidi.

L’outlook per i mesi futuri è piuttosto negativo, considerando che ormai è assodato che la ripresa economica, a livello europeo, sarà certamente jobless, cioè senza creazione significativa di nuovi posti di lavoro.

Produzione industriale

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Gli ultimi dati disponibili indicano anche in Novembre 2013 una forte crescita su base annua, +6.2%. Anche per Dicembre le aspettative sono di una crescita. Ma soprattutto, gli ordinativi sono in fortissima accelerazione, +12% in Novembre. Tutto bene quindi? Non necessariamente. Pur a fronte di un maggior output, non ci sono segnali di creazione di nuovi posti di lavoro, né di aumenti salariali. Il traino è certamete dato dalla tenue ripresa in Europa, ma soprattutto dalla svalutazione della Corona, che rende i beni industriali e a forte intensità di lavoro e capitale, molto più concorrenziali sui mercati mondiali. Nonostante il mercato automobilistico non sia in fase espansiva, tale settore in Rep. Ceca rimane molto forte e contribuisce costantemente alle ottime performances industriali. Rimane da verificare nei prossimi mesi se la perdita di domanda interna determinata dalla compressione del reddito disponibile delle famiglie, conseguenza della svalutazione della Corona, sarà superata dalla crescita degli ordinativi e della produzione industriale stimolati dalla accresciuta competitività dei prezzi all’esportazione dei beni industriali.

Inflazione

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Gli effetti della svalutazione della Corona decisa dalla CNB non sono ancora ben chiari e visibili nei dati ufficiali. Il livello di inflazione ultimo disponibile, è registrato al 1.4%. In realtà, l’operazione della Banca Centrale ha molto probabilmente cambiato moltissimo le cose. Da un lato, nel 2013 c’è stata una forte stagflazione in diversi settori, quali servizi, edilizia, etc. Il che riduce il livello generale di inflazione, ma non sempre ciò si riflette in una difesa del potere di acquisto del consumatore. D’altra parte i prezzi all’importazione cresceranno significativamente. Per le aziende esportatrici è indifferente, mentre per le famiglie ciò si traduce in maggiori spese, o riduzione dei consumi. La speranza della Banca Centrale è che, come da teoria economica, la svalutazione controllata determini l’importazione di inflazione con un positivo aumento della circolazione della moneta e quindi delle attività economiche. Ma in un contesto europeo di stagflazione strisciante, che si sta appalesando sempre più, ciò non è garantito e il risultato potrebbe essere più dannoso che positivo per il cittadino comune. Non a caso, mai come ora la CNB è amata a livello europeo, e criticatissima in patria soprattutto da chi vede il de facto cambio fisso corona-euro come l’anticamera all’adozione dell’euro. Il che vien visto come foriero di disoccupazione, riduzione dei consumi, e generale impoverimento per la maggioranza delle famiglie.

Commercio estero

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Andamento del commercio estero perfettamente in linea con il trend degli ultimi mesi. Anche in Novembre, la bilancia commerciale è stata in crescita fortissima, segnando il record di 39 miliardi di Corone di surplus, un incremento di 5 miliardi su base annua. Esportazioni ed importazioni in crescita, in corone, del 7.4% e 6.3%. In realtà la svalutazione della corona inflaziona molto questi dati. Valutate in Euro, le esportazioni sono cresciute di 1.2% su base annua, e l’import è stato sostanzialmente invariato. Al solito, grande forza del settore automobilistico che ha esportato ben 9 miliardi di corone più dello scorso Novembre 2012. E ancora come d’abitudine, ottima performance nei confronti dei mercati UE: il surplus commerciale è cresciuto di ben 6 miliardi su base annua, a 73 totali. Il deficit invece con i paesi non-UE è rimasto stabile appena sotto 34 miliardi, dove la Cina naturalmente è il partner principale e verso il quale il gap è cresciuto di 1.4 miliardi di corone, che considerando la svalutazione della corona, è davvero ben poca cosa.

Anche alla luce di questi dati, risulta davvero stupefacente come ci sia una grossa fetta di esperti e di cittadini poco informati, che auspica l’adozione dell’Euro. Senza rendersi conto che l’attivo commerciale per un paese piccolo come la Rep. Ceca è dovuto quasi esclusivamente alla gestione indipendente della moneta e del debito statale in valuta locale. 

di Gianluca Zago